Dall’Omologazione all’Essere: La Rivolta Ontologica dell’Individuo


Super Tramp dixerunt


Superata ogni fredda omologazione, risplende la coscienza unica e irripetibile.

Dall’incanto all’arido calcolo, saperi e istituzioni falliscono nell'omologazione. Nel grido dei Supertramp risorge l'essere: l'uomo riafferma la propria essenza frattale, libera e irripetibile.

Dall'incanto infantile all'omologazione sociale, saperi, politica e fede soccombono all'arido calcolo algoritmico. Giuristi falliti, terapeuti esausti, ingegneri colpevoli e medici impotenti testimoniano la sconfitta della tecnica. Eppure, nel grido della musica risorge l'essere: l'uomo riafferma la propria natura olografica, frattale e irripetibile contro ogni conformismo dogmatico.


Approfondimenti

Parliamo dell tempo aurorale de:

  • I. L’Incanto Spezzato La gabbia della logica e la perdita dell’armonia primigenia.
  • II. Il Tramonto dei Saperi Alienazione, fallimento e tecnocrazia nelle professioni del nostro tempo.
  • III. L'Impotenza delle Strutture Il declino delle ideologie e la tirannia del calcolo astratto.
  • IV. Il Richiamo dell'Origine La lezione dei Supertramp e il riscatto della coscienza frattale, unica e irripetibile.

Il cosmo si dischiude quale prodigio immacolato, intessuto d’incanto, armonia e spontanea letizia. Tuttavia, il sopraggiungere dell'istituzione e del consorzio umano spezza bruscamente tale grazia primigenia, imponendo i rigidi dettami della logica, della fredda convenienza e del conformismo dogmatico. L’essere viene così plasmato e costretto entro schemi cinici e uniformanti, tesi a soffocarne l'ardore vitale a prezzo dell’omologazione e dell’obbedienza. Nel silenzio della notte, allorché il frastuono del mondo tace, riaffiora l'angoscioso dilemma esistenziale: la ricerca smarrita della propria autentica identità di fronte all’assurdo disincanto della maturità.

Siffatta parabola di disincanto e coercizione non risparmia i templi del sapere moderno, ove l'antico prodigio del pensiero s'infrange contro le scogliere dell’alienazione e del fallimento interiore.

​I cultori del diritto, un tempo devoti all'ideale della giustizia, si ritrovano sconfitti e soffocati dalle spire di un formalismo sterile e mercantile, ridotti a meri custodi di cavilli burocratici privi di luce e di equità. Accanto a loro, i terapeuti della psiche — votati a sanare gli abissi dell'animo umano — soccombono sotto il fardello dell’esaurimento e dell’impotenza, consumati dal medesimo male oscuro che intendevano lenire negli altri.

​Non meno tragico appare il destino degli ingegneri aerospaziali: menti forgiate per sfidare l'infinito celeste, ma ripiegate per necessità e tormento morale verso mansioni ordinarie e alimentari, gravate dall'insostenibile colpa di una tecnica che prometteva l'ascesa alle stelle e ha invece partorito strumenti di distruzione e disumanizzazione.

​Infine, le cattedre dell'oncologia testimoniano la più amara delle capitolazioni. I luminari dell'accademia, posti dinanzi all'ancestrale enigma dell'organismo — laddove il confine tra la difesa immunitaria e la cieca proliferazione cellulare rimane ancora insoluto e misterioso —, si vedono degradati a dispensatori di radiofarmaci, radioterapie e terapie antiormonali, meri intermediari di protocolli mercantili che mascherano la sconfitta della conoscenza con la fredda gestione dell'inevitabile.

​Così, l'intero edificio delle dottrine contemporanee si trasforma in un teatro di anime disilluse, costrette a svendere la nobiltà dell'intelletto in cambio di una fittizia e arida rispettabilità.

A compimento di tale affresco di disillusione, anche il potere temporale e quello spirituale mostrano la propria fragilità: le arene della politica appaiono svuotate di visione, mentre le navate silenziose riflettono la crisi delle grandi narrazioni ideologiche e dogmatiche. L’intera architettura sociale si trova così imbrigliata negli ingranaggi astratti di un’economia governata da algoritmi, flussi crittografici e debiti intangibili, dove il valore vivo dell'esperienza umana viene ridotto a un mero computo numerico.

​Eppure, proprio laddove il disincanto sembra assoluto, si fa ritorno alla limpida intuizione dei Supertramp. La loro opera non è soltanto un atto d'accusa contro l'omologazione scolastica e sociale, ma un autentico manifesto ontologico che riscatta la dignità dell'essere. Nel loro canto, la domanda originaria — «Please tell me who I am» — cessa di essere una resa per farsi varco verso una consapevolezza più profonda.

​In questo coro ideale si ricompone la visione dell'umano: una realtà olografica e frattale, dove ogni singolo individuo riflette la totalità del cosmo e custodisce l'infinito nella propria irripetibile unicità. Superando le sovrastrutture del calcolo e della convenzione, l'uomo ritrova la sua radice dendeica e vitale, riaffermando che la bellezza originaria dell'esistenza non può essere confinata né cancellata da alcun dogma razionale.

Ecco perché in un modo che vita verso la deriva umanistica, è necessario un embargo democratico diretto globale.

Ecco perché Scego-io.

Comitato redazionale 

Don Erman

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